Una giornata perfetta a Lisboa

Ci sono cose che mi piace fare ogni volta che vado a Lisboa. Sono un po’ il mio rituale portoghese della felicità. Per me Lisboa è casa, e lo è anche grazie a questi piccoli momenti che mi ritaglio nei miei posti preferiti.

La mia giornata perfetta a Lisboa inizia con una colazione da Pingo Doce, una catena di supermercati. La maggior parte di voi mi avrà già presa per pazza. Colazione in un supermercato? Ebbene sì. Perché alcuni Pingo Doce hanno anche un bar all’interno, dove per 2,50 € si ha diritto ad una supercolazione: caffè, spremuta d’arancia, cornetto ripieno di prosciutto e formaggio e pastel de nata, che è il dolce tipico di Lisboa, su cui tornerò più avanti. Insomma, un ottimo modo per iniziare la giornata, davvero a buon mercato (bisogna però tenere a mente che Pingo Doce è considerata tra le catene di supermercati più costose in Portogallo, e che la prima volta che ho provato la loro colazione, a Porto nel 2010, ti davano le stesse cose per 1,50 €. Insomma, il prezzo è sempre relativo al costo della vita in un determinato Paese. Ma per noi, ripeto, è un ottimo affare).

Di solito scelgo il Pingo Doce che si trova dietro il Rossio, ovvero Praça Don Pedro IV, perché è a pochi passi dalla mia prossima tappa: Praça da Figueira, da dove si prende il tram per arrivare al quartiere di Belém. Spesso questo tram è carico di turisti che vogliono raggiungere il Mosteiro dos Gerónimos, e quindi, se si ha un po’ di tempo libero o una bici a disposizione, può valere la pena raggiungere Belém camminando o pedalando lungo la meravigliosa area pedonale a ridosso del fiume Tejo, finalmente completata, che unisce il quartiere al centro storico della città.

Una volta arrivata a Belém, mi prendo un po’ di tempo per passeggiare verso la Torre, mi siedo ad ascoltare il fiume e a riempirmi gli occhi del bianco della pietra e dei disegni fantasiosi dello stile manuelino del Mosteiro, studio le rotte delle esplorazioni portoghesi dell’Atlantico tracciate sulla mappa ai piedi del Padrão dos Descobrimentos.

Quando penso di aver sfamato a sufficienza il mio spirito, è tempo di saziare anche lo stomaco. E quindi vado alla pasticceria Pastéis de Belém, aperta dal 1837, dove preparano i pastéis de nata più buoni di tutta Lisboa. È un posto molto conosciuto e parecchio turistico, e così c’è sempre fila. Ma c’è un trucco, che poi trucco non è. Le persone in fila sono lì per comprare le scatole da 6 pastéis a portar via. Ma se invece ci si vuole sedere, anche solo per qualche minuto, ci si può accomodare in una delle enormi sale interne, decorate con meravigliosi azulejos e dove si possono osservare i vecchi macchinari utilizzati nella fabbrica e le cucine dove preparano i pastéis. Vale davvero la pena prendersi un po’ di tempo per visitare questo posto e godersi “um pastel e uma bica” (dolcetto e caffè). Quindi il mio consiglio è di evitare la fila al bancone di ingresso ed entrare direttamente nelle sale interne, dove i camerieri vi indicheranno un tavolo dove potrete accomodarvi. Di solito io ordino una coca-cola, un pastel, un caffè, una quiche con prosciutto e formaggio o con i funghi e un rissol de camarão (una specie di panzerotto ripieno di salsa di gamberetti). Infatti, oltre ai pastéis e ad altri dolci, il bar offre anche alcuni piatti salati, per lo più fritti. E ovviamente ordino, sempre al cameriere, anche una scatola di pastéis da 6 a portar via. Senza fila e senza stress.

I pastéis sono dolcetti di pasta sfoglia e crema pasticcera, di solito serviti con zucchero a velo e cannella da spolverarci sopra a piacere. Ho sempre pensato che fossero difficilissimi da preparare, finché non ho trovato una ricetta nell’ottimo libro 366 buoni motivi per conoscere il Portogallo e imparare il portoghese di Anabela Ferreira. Un bel giorno ho deciso di cimentarmi nell’impresa, che si è rivelata ben più semplice del previsto, persino per me, che non sono molto ferrata nella preparazione dei dolci. Riporto di seguito la ricetta dell’autrice per chi fosse interessato. Gli altri possono scrollare fino alla prossima tappa della giornata perfetta a Lisboa.

Risultato insperato
Risultato insperato

Per la prossima tappa torno verso il centro, ma mi fermo prima di arrivare a Praça do Comércio, al molo di Cais do Sodré, da dove partono i traghetti in direzione Cacilhas, dall’altra parte del Tejo. Il traghetto impiega appena pochi minuti per attraversare il fiume e a dare il benvenuto a chi arriva ci sono le barche dei pescatori e una serie infinita di ristoranti di pesce. Ma prima, come al solito, bisogna saziare lo spirito (è chiaro ormai che le conseguenze di anni di catechismo si fanno sentire anche nel mio presente ateo). E così, proprio di fronte al porto, prendo la navetta per raggiungere la statua del Cristo Rei, sulla cima della collina. La vista su Lisboa, dall’altra parte del fiume, è impressionante, e il Ponte XXV de Abril sembra vicinissimo. Sono stata al Cristo Rei molte volte, e con diverse condizioni atmosferiche, e devo dire che non c’è stata una volta in cui non mi abbia sorpreso la bellezza incondizionata di questo posto. Tra i ricordi più vivi, un divertentissimo pic nic ai piedi della statua, ostacolato da un vento cocciuto ma esilarante; o il diluvio che mi ha travolto l’ultima volta che sono salita fin lassù: completamente zuppa, sotto una pioggia battente, circondata da nuvole e nebbia, ma totalmente succube di quell’incanto inatteso.

Una volta ridiscesi non resta che l’imbarazzo della scelta tra le decine di ristoranti vicino al porto. Ne ho provati diversi e non sono mai rimasta delusa. Solitamente io mi uccido di sopa de camarão (una zuppa di gamberi molto cremosa) e amêijoas (vongole). Ma ce n’è davvero per tutti i gusti.

Forse non vi sembrerà una giornata particolarmente piena, ma col tempo ho imparato che il segreto per apprezzare al meglio Lisboa e il Portogallo è proprio abbandonare qualsivoglia fretta o smania, regalarsi del tempo, la serenità di una giornata tranquilla, circondati dalla bellezza unica della città e dei suoi sapori. Perché, come dice Sara Tavares in una delle mie canzoni preferite, a fine giornata ti resta solo “a certeza de que nada mais terá o mesmo sabor” (la certezza che nient’altro avrà mai lo stesso sapore).

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