Neve e solleone a Kiev

Fino a qualche anno fa non sapevo assolutamente niente dell’Ucraina. Anzi, la snobbavo anche un po’, dall’alto della mia istruzione moscovita e dei pregiudizi che mi avevano messo in testa anni di letteratura slava russocentrica. E poi invece, nel giro di pochi mesi, è cambiato tutto.

Ho avuto la fortuna di visitare Kiev prima, durante e dopo la rivoluzione del 2014, l’ennesimo flagello per un popolo che era da poco riuscito a rimettersi in piedi. Durante il mio primo viaggio in Ucraina 1 € valeva 10 grivne, e affittare un monolocale nella capitale costava in media 400 grivne a notte: 40 €. Oggi il costo degli appartamenti è praticamente lo stesso, ma il valore della moneta ucraina è parecchio più basso: 1 € = 27 grivne. La stessa cosa è successa al rublo russo, del resto. Viene da chiedersi chi sia uscito vincitore da questa situazione assurda.

La prima volta che ho visto Kiev è stato a marzo del 2013. Dopo sei ore che ero in città è iniziata una nevicata storica, continuata per giorni, che ha bloccato gli aeroporti e il traffico sulle strade. Io ero in estasi, come se non avessi mai visto la neve. E davvero così tanta non ne avevo vista mai. Forse era l’atmosfera magica di quel marzo innevato, ma ogni cosa mi esaltava, mi sembrava unica e bellissima. E poi Kiev non voleva lasciarmi andare: la nevicata proseguiva e la compagnia aerea continuava a spostare il mio volo.  Così alla fine ho avuto quasi cinque giorni: un tempo più che sufficiente per innamorarsi.

Affondando nella neve fino al ginocchio, camminavo per la città cimentandomi in una lettura ipotetica dei nomi delle vie; mi trascinavo su per le colline a caccia di un belvedere sul fiume Dnepr; cercavo riparo nelle tavole calde e mi ingozzavo di ottimo cibo consolandomi con la scusa del freddo e delle energie che si bruciano a queste temperature, e bla bla bla (c’è una rete di tavole calde che adoro che si chiama Puzata Hata: il nome significa “casetta satolla”). Tra i ricordi più belli, la visita guidata della Pečerska Lavra, il monastero delle grotte di Kiev. Quando sono arrivata, la guida aveva appena iniziato a parlare, ovviamente in ucraino. Ho chiesto timida se per lui e per il resto del gruppo fosse un problema fare l’escursione in russo, così avrei potuto partecipare. Mi hanno sorriso, lusingati che una straniera sfidasse quel tempo per visitare i loro monumenti, e siamo andati avanti. Chissà cosa succederebbe oggi nella stessa situazione.

Ma a Kiev c’è anche l’estate, e sa essere bollente. Un caldo spossante, che ti fa strisciare sull’asfalto e poi correre per accaparrarti 2 cm di ombra. Bisogna saper guardare il lato positivo. A me l’estate in Ucraina fa pensare a girasoli e kvas, una bevanda di cereali fermentati, che detto così sembra repellente ma in realtà è fantastica e super-rinfrescante. D’estate lo vendono ovunque in strada, anche in bicchieroni da mezzo litro, a prezzi davvero ridicoli.

Campo di girasoli a pochi chilometri dall'aeroporto
Campo di girasoli a pochi chilometri dall’aeroporto

Di Kiev mi piace l’eclettismo, la convivenza di stili ed epoche diversi. È una caratteristica che mi affascina sempre in una città: mi sembra che sia un segno di apertura agli altri, di volontà di integrare. Il risultato è che, camminando per pochi minuti, ci si imbatte in chiese con le tipiche cupole slave a cipolla, enormi centri commerciali ultralussuosi (a Kiev ce n’è una quantità assurda) e una donna d’acciaio di 60 metri che simboleggia la madre patria.

E poi ovviamente c’è la Majdan Nezaležnosti, Piazza dell’Indipendenza, teatro delle manifestazioni e degli scontri del 2013-2014. Vederla ricoperta di pneumatici, tende, barricate e lamiere, con edifici incendiati intorno, è un ricordo difficile da digerire. Ma l’uomo non è fatto per ricordare: dimentichiamo per sopravvivere e ricostruiamo ciò che abbiamo già distrutto mille volte. E così la Piazza è tornata, ormai da un po’, alla sua imperturbabile bellezza, e fa bene al cuore ritrovarla serena. Viene da chiedersi quanto durerà questa volta. Incrociamo le dita.

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alina ha detto:

    Bella città, sono d’accordo! Sia in inverno, che in estate! La neve più meravigliosa che ho visto era la!

    Mi piace

    1. ale ha detto:

      sì!!!!!!! 🙂 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...